il Passo della Barca ha alle spalle una storia breve ma già ricca di avvenimenti che può essere raccontata, come in una commedia, in 4 atti:
La forma cooperativa, non una scelta a caso
Nato come gruppo informale di cittadini, il Passo della Barca si è trasformato in una cooperativa: una scelta che sulle prime è risultata meno immediata rispetto ad esempio a quella dell’associazione ma poi, dopo una fase di “ingolfamento” si è rivelata efficace perché…
“si fa sul serio”: è un’impresa e quindi ha bisogno di un engagement superiore e comporta un più elevato livello di responsabilità);
“si è pionieri”: è una cooperativa con una genesi, un’architettura e degli scopi assolutamente nuovi che fatica a ispirarsi a un modello preesistente e che, quindi, deve continuamente sperimentarsi e sperimentare;
“non si è da soli”: l’agire in quanto cooperativa è proprio la dimensione comunitaria e la capacità di di confronto intorno a oggetti ben definiti che consente di creare ponti anche con soggetti in vario modo distanti.

LʼEdicola e la Comunità, unʼimpresa ardua
Una partenza ardua, anche per testare subito la capacità di engagement della comunità.
Le edicole non sono un investimento economico vantaggioso: chiudono nella zona, a Bologna e ovunque.
E allora, abbiamo ripensato l’edicola, perché non sia solo un’edicola ma strumento di prossimità per una comunità impegnata a trasformare il semplice vicinato in reale vicinanza.

Luoghi, servizi e socialità, un clima di comunità
Il tema della trasformazione dell’ambiente urbano e della sua rigenerazione al fine di innescare un miglioramento della vivibilità ha accompagnato da subito il percorso fondativo della Cooperativa.
A partire da questo approccio, sono stati realizzati progetti fortemente caratterizzati da un clima “differente e inconsueto”, antidoto alla perdita di coesione sociale che la pandemia ha rischiato di compromettere.

Esposizione mediatica e dimensione comunitaria
La premessa è che, sin dall’inizio, si è definita un’identità per la Cooperativa che non fosse coincidente esclusivamente con il rilancio di un’edicola ma che avesse un respiro più ampio, collegato ad un’idea di comunità intenzionata a farsi carico del proprio territorio e dei luoghi in cui abita.
Un obiettivo perseguito con una strategia di comunicazione (intesa come modalità per rendere partecipe) che, in un tempo grave e in un luogo fuori dal comune, fosse in grado di intessere una relazione stabile con i soci e i residenti del territorio di riferimento.

